Ovviamente no.
È qualcosa di bello? Assolutamente sì. A che serve regalare qualcosa di bello?
A ricordare a una comunità che, con l’impegno di tutti, si può uscire dai margini.
Credo fermamente nell’azione dal basso e nel potere dell’arte e della cultura e non sento di dovermi vergognare per questo, come qualcuno con cattiveria da leone da tastiera afferma sui social (non vedo pari coraggio dal vivo).
Del resto, vi ricordate quando i sacchetti neri della spazzatura giacevano un’intera settimana lungo via F.lli Trio o quando le aree comuni erano piene di rovi e spazzatura? È più così? No.
Quindi, forse, anche quel murale di Renata Fonte ha avuto una sua ‘utilità’, oltre all’altissimo valore simbolico.
Si può fare di più per riqualificare quelle palazzine che, in qualche punto, destano preoccupazione? Certamente sì, ma Arcasud ha bisogno di risorse e come si fa se il 68 % delle stesse si ferma a Bari?
Potrebbe essere utile l’intervento della politica salentina per riequilibrare lo stanziamento? Ovviamente!
E poi, per quelle palazzine non si era detto che si stava lavorando alla comunità energetica? E allora, si torna indietro, all’allaccio del gas che presenta tanti ostacoli, o si va a avanti, procedendo con un progetto per il quale si è già festeggiato, avendo ottenuto la possibilità di redigere lo studio di fattibilità?
E poi, vogliamo porci anche il problema delle case parcheggio di via Togliatti, dove oltre al gas mancano anche acqua e fogna, oppure continuiamo a metterci sempre e solo a favore di telecamera?
Quindi, ricapitolando: un murale non salverà il mondo. Un po’ di serietà, buon senso e visione in più, però, potrebbero aiutare tutti a vivere meglio.
